15 Gennaio 2026

Nel corso dei controlli funzionali effettuati dal sistema AIA-ARA vengono raccolte numerose informazioni sulle singole bovine. Questi fenotipi sono utilizzati dagli enti selezionatori per la selezione genetica, ma soprattutto rappresentano uno strumento fondamentale per allevatori e tecnici, che possono così monitorare l’andamento medio delle performance produttive, riproduttive e sanitarie dei propri allevamenti e confrontarle con quelle di altre realtà (benchmark).

A partire dal 2017, Ruminantia, grazie a questi dati, ha seguito l’andamento produttivo medio mensile della produzione di latte delle bovine di razza Frisona italiana, confrontandolo con quello delle bovine da latte europee, statunitensi, australiane e neozelandesi, così come sistematicamente elaborato e pubblicato dalla Commissione europea. Questa analisi ha consentito di confermare che quella che inizialmente appariva come una semplice sensazione, ovvero che in autunno, a parità di giorni medi di lattazione e di THI, la produzione media pro capite risulta effettivamente inferiore rispetto a quella della primavera.

All’epoca definimmo questa condizione “Sindrome della bassa produzione di latte in autunno”, proprio per sottolineare la plurifattorialità dei fattori di rischio che concorrono a determinarla. In teoria, le bovine da latte dovrebbero essere poliestrali annuali, cioè fertili in egual misura in ogni mese dell’anno; nella pratica, tuttavia, questo non avviene.

Nel grafico 1 è riportato l’andamento mensile dei parti della Frisona italiana negli ultimi sei anni. A causa della ridotta fertilità nei mesi estivi, i parti tendono a concentrarsi in autunno. Questo andamento evidenzia come le difficoltà nella prevenzione dello stress da caldo e nella gestione della fertilità nei mesi più caldi portino a un tasso di concepimento estivo molto basso, nonostante la specie sia teoricamente poliestrale.

Sarebbe pertanto auspicabile che ogni singolo allevamento confrontasse il proprio andamento annuale dei parti con quello di riferimento, per valutare in quale percentile si colloca la propria azienda e, se necessario, per intervenire con scelte gestionali più razionali e incisive.

Figura 1 – Andamento mensile dei parti della Frisona italiana negli ultimi sei anni.

Da diversi anni monitoriamo costantemente la produzione media pro-capite della Frisona italiana grazie ai dati forniti da ANAFIBJ, con l’obiettivo di seguire l’andamento mensile di questa razza.

Nel periodo compreso tra 2021 e 2025, a parità di giorni medi di lattazione, la massima produzione media pro-capite si è osservata ad aprile, mentre la minima si è registrata a ottobre, confermando che la sindrome della bassa produzione di latte in autunno è ancora presente. I provvedimenti adottati per prevenire lo stress da caldo e le patologie ad esso correlate stanno tuttavia iniziando a dare risultati, seppur in modo graduale.

Ciò su cui è difficile, se non impossibile, intervenire è l’effetto negativo del fotoperiodo nel periodo che va dal solstizio d’estate a quello d’inverno, durante il quale le bovine in asciutta sono esposte a molte ore di luce e i gruppi di asciutta e preparazione al parto risultano spesso sovraffollati. Studi scientifici hanno dimostrato che le bovine che trascorrono le ultime settimane di gestazione in giornate con lunghe ore di luce producono meno latte rispetto a quelle che partoriscono in periodi dell’anno con giornate più corte, come autunno e primavera.

Figura 2 – Effetto del fotoperiodo sulla produzione di latte durante l’anno.

Fattori come l’andamento del fotoperiodo positivo e negativo, la maggiore prevalenza dello stress da caldo, la ridotta esibizione del comportamento estrale in estate e l’aumento di zoppie cliniche e malattie metaboliche, come la chetosi a fine estate e in autunno, costituiscono spiegazioni parziali del fenomeno.

Nel 2025, le Frisone primipare hanno registrato giorni medi di lattazione pari a 196 ad aprile, mese in cui la produzione media ha raggiunto 32,5 kg, e pari a 197 ad ottobre, con una produzione di 31,5 kg, per un differenziale di 1 kg. Questo scarto, che nel 2023 aveva toccato i 2,4 kg, sembra essere in progressiva riduzione (figura 3).

Le Frisone pluripare, nello stesso anno, hanno prodotto mediamente 37,4 kg di latte ad aprile, a 185 giorni di lattazione, mentre ad ottobre, con 182 giorni medi di lattazione, la produzione è stata di 35,8 kg, per un differenziale di 1,6 kg rispetto al differenziale negativo di 3,2 kg registrato nel 2022 (figura 4).

Per interpretare correttamente questi dati, sarebbe opportuno confrontarli con i dati climatici e di piovosità degli ultimi sei anni, nonché con l’incidenza delle malattie metaboliche, in modo da individuare eventuali correlazioni con l’andamento produttivo stagionale.

Figura 3 – Produzione media pro capite delle primipare di razza Frisona italiana nei mesi di aprile e ottobre degli ultimi 6 anni.

Figura 4 – Produzione media pro capite delle pluripare di razza Frisona italiana nei mesi di aprile e ottobre degli ultimi 6 anni.

Conclusioni

Molti allevatori italiani di bovine da latte stanno effettuando significativi investimenti per migliorare la qualità della vita dei propri animali. Grazie ai dati raccolti da AIA-ARA, ed elaborati da ANAFIBJ e Ruminantia, è possibile osservare i risultati positivi di queste iniziative, anche se nella maggior parte degli allevamenti c’è ancora molta strada da fare.

I quattro grafici pubblicati possono rappresentare un utile strumento di confronto per i singoli allevatori di Frisona italiana, permettendo di paragonare le performance indicate con quelle del proprio allevamento. In questo modo, è possibile verificare se la gestione della fertilità, la prevenzione dello stress da caldo e la gestione dell’asciutta siano ottimali, oppure se sia necessario introdurre eventuali correttivi.

Autori

Alessandro Fantini1, Elisabetta Simonetti1, Gloria Manighetti2, Maurizio Marusi2, Martino
Cassandro2.

1. Ruminantia
2. ANAFIBJ

About the Author: Alessandro Fantini

Dairy Production Medicine Specialist Fantini Professional Advice srl Email: dottalessandrofantini@gmail.com

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