Nonostante il potassio (K) sia da un punto di vista quantitativo il terzo macroelemento presente nei mammiferi, è posto sotto l’attenzione dai nutrizionisti solo nelle ultime settimane di gravidanza e quasi mai in lattazione. Nelle bovine da latte, durante il periodo di preparazione al parto, ma in generale nelle ultime otto settimane di gravidanza, una dieta ad alta concentrazione di cationi come il potassio, il sodio e il calcio rappresenta un importante fattore di rischio per la sindrome ipocalcemica e ipomagnesemica del periparto. Questa patologia può decorrere in forma clinica (collasso puerperale o milk fever) oppure in forma sub-clinica. Questa seconda modalità causa nelle bovine da latte, ma più in generale in tutti i ruminanti da latte, una serie complessa di alterazione del metabolismo che possono compromettere produzione, salute e fertilità. Si stima inoltre che la forma subclinica abbia una prevalenza fino al 50%.

Il 98% circa del potassio si trova nel fluido intracellulare. A differenza di macroelementi come il calcio, lo stoccaggio di potassio nell’organismo è piuttosto basso, per cui deve essere assunto giornalmente con la dieta e in grandi quantità. Questo macroelemento è classificato come catione monovalente ed interviene in funzioni metaboliche fondamentali come la regolazione della pressione osmotica, la trasduzione dei segnali, la trasmissione degli impulsi nervosi e le contrazioni muscolari. Il potassio, insieme al sodio e al cloro, è importante nella regolazione dell’equilibrio acido-base del sangue. In caso di acidosi metabolica, questo macroelemento si sposta dal fluido intracellulare a quello extracellulare; il contrario avviene invece in caso di alcalosi metabolica. Il K contenuto negli alimenti viene assorbito a livello intestinale e dinamicamente distribuito nei tessuti. Quello in eccesso, se non assorbito, viene eliminato con le feci mentre quello biodisponibile viene eliminato con le urine.

La normale kaliemia ha valori compresi tra 3.5 e 5.8 mmol/L o mg/dl o mEq/100 ml. Nella bovina da latte, allo scopo di prevenire la sindrome ipocalcemica, si desidera che la kalemia nelle ultime settimane di gravidanza sia < 4.6 mg/dl o mmol/L. Nella fase finale della gravidanza, un eccesso di potassio altera il metabolismo del calcio e del magnesio e favorisce l’edema mammario patologico. In lattazione, l’ipokaliemia accompagna invece la dislocazione dell’abomaso e la chetosi. Sempre in lattazione, il bilancio del potassio interagisce con il metabolismo del glucosio e gli altri elettroliti. La somministrazione terapeutica di destrosio e corticosteroidi dopo il parto favorisce l’ipokaliemia. Un’eccessiva concentrazione di potassio nella dieta ostacola poi l’assorbimento del magnesio.

Per ogni litro di latte prodotto vengono eliminati 1.5 grammi di potassio; di conseguenza, le bovine al picco produttivo possono eliminare 65-75 grammi al giorno di questo macroelemento. Anche se l’edizione 2001 del Nutrient Requirements of Dairy Cattle (NRC 2001) consiglia una concentrazione di questo catione nelle diete della bovine al picco di lattazione (gg 90) di circa l’1% e in asciutta di circa lo 0.5%, questi valori vengono sempre abbondantemente superati a causa dell’alta concentrazione di potassio degli alimenti. Secondo quanto riportato nella seconda edizione (2019) del “Libro delle analisi” del Laboratorio Analisi Zootecniche, relativo a quanto rilevato negli anni 2017-2018, le concentrazioni di potassio dei foraggi analizzati risulta piuttosto elevata.

Concentrazione media di potassio di alcuni tipi di foraggio (valori espressi come percentuale della sostanza secca)
%DS
Fieno di frumento1.930.565
Fieno di loietto2.150.487
Fieno di medica 1° taglio2.290.497
Fieno di medica 2° taglio2.340.592
Fieno di medica ≥ 3° taglio2.350.566
Paglia1.430.418
Fonte: “Il Libro delle Analisi”, Edizione 2.0 (2019) a cura del Laboratorio Analisi Zootecniche

Tra i concentrati, sono la soia e il melasso ad avere la più alta concentrazione di potassio. A causa della reale concentrazione di questo elemento negli alimenti zootecnici, le razioni d’asciutta hanno una concentrazione di potassio anche tripla rispetto a quando consigliato da NRC 2001, mentre in lattazione si raggiungono concentrazioni dell’1.2-1.4%, e quindi comunque superiori rispetto all’1% dell’NRC 2001; e questo senza aggiungere alcuna integrazione minerale di potassio. In alcune ricerche è stato evidenziato che aumentando la concentrazione di potassio fino all’1.9% nelle razioni delle bovine in lattazione si potrebbe osservare un aumento d’ingestione e un aumento della produzione di latte. Pur tuttavia, si ritiene ideale una concentrazione di potassio in queste diete dell’1.5%. Molto utile è affidarsi al calcolo del rapporto cationi/anioni della razione (DCAD) sia per l’alimentazione delle bovine d’asciutta che di quelle in lattazione. Nelle bovine da latte si manipola il DCAD a fine gravidanza per prevenire la sindrome ipocalcemica sia clinica che sub-clinica, mentre in lattazione lo si fa per migliorare l’ingestione e la produzione, oltre cha per evitare le ipokaliemie. L’equazione maggiormente utilizzata è la sottostante, dove i macroelementi sono espressi come percentuale della sostanza secca e trasformati in mEq moltiplicandoli per il loro peso atomico.

DCAD (mEq /100 gr s.s.) = [(% Na / 0.023) + (% K / 0.039)] – [(%Cl / 0.0355) + (%S / 0.016)]

Si consiglia di formulare diete d’asciutta a -10 -15 mEq/100 grammi di sostanza secca e di lattazione a +35 -40 100 grammi di sostanza secca.

Nel formulare le razioni di fine gravidanza a DCAD negativo è molto importante tenere presente che le fonti minerali di cloro e di zolfo sono molto spesso altamente inappetibili, e quindi potrebbero compromettere gravemente la già critica capacità d’ingestione delle bovine tipica di questo periodo.

Si assume per definizione che la biodisponibilità del potassio, di derivazione vegetale o minerale (integrazione), sia > 90%.

Se si ha la necessità di aggiungere potassio alla dieta estiva, ma anche invernale, delle bovine da latte si utilizza in genere, anche se è poco appetibile, il carbonato di potassio, che ha una concentrazione di questo catione del 55%.