Per ottenere soddisfacenti risultati nella pratica dell’inseminazione strumentale è necessario conoscere, e ricordare sempre, quelli che sono i fattori che distinguono una buona prassi da una scorretta. Il buon esito dell’operazione dipende da un insieme di elementi che possono essere riassunti in 3 aspetti fondamentali:

  • Rispetto delle norme igienico-sanitarie.
  • Contrastare la perdita di fertilità del seme.
  • Evitare stress alla bovina.

Analizzeremo questi 3 elementi cercando di spiegare, in maniera semplice, perché sia importante focalizzare l’attenzione su di essi, come agire correttamente e quali sono invece gli errori più comuni da evitare.

Rispetto delle norme igienico-sanitarie

In caso di monta naturale, il toro depone il suo eiaculato nel canale vaginale. Lo sperma risalirà verso le salpingi attraversando il canale endocervicale nel quale incontrerà il muco cervicale che, grazie alle sue proprietà fisico-chimiche, protegge gli organi più interni dell’apparato genitale dalle infezioni che potrebbero essere provocate dai patogeni presenti in ambiente esterno. Durante la pratica della FA bypassiamo completamente questo passaggio, infatti la punta della pistolet viene guidata oltre la cervice all’interno del corpo dell’utero. In questo modo si rischia di portare all’interno dell’utero qualunque tipo di batterio esponendo i tessuti ad un forte rischio di infezione.

Come contrastare dunque questo effetto indesiderato?

Ciò che può sembrare scontato a volte non lo è: l’operatore pratico dovrà accuratamente lavarsi le mani, o utilizzare dei guanti in lattice monouso, prima di procedere con tutte le operazioni di scongelamento del seme, di preparazione della pistolet e di inserimento di questa nell’apparato vaginale della bovina.

Dal momento in cui la paillette viene estratta dal contenitore criogenico, questa non dovrà mai essere toccata in prossimità della saldatura superiore e del punto nella quale verrà tagliata (operazione da effettuare con gli appositi taglia-paillette o con delle forbici, affilate e disinfettate). La parte superiore della paillette infatti entra nel corpo dell’utero con la punta della pistolet.

Le guaine sono commercializzate in pacchi contenenti 50 unità ed è fondamentale non inquinare le altre nel momento dell’estrazione di una singola. La confezione dovrà essere aperta il meno possibile, dunque con un taglio netto ed obliquo in corrispondenza di uno dei due angoli opposti a dove si trova la punta delle guaine.

Le pistolet che utilizziamo non sono di certo sterili ma è molto importante che vengano disinfettate dopo ogni utilizzo, procedendo dapprima con un lavaggio per rimuovere le tracce di sporcizia più grossolane e, successivamente, immergendole in soluzioni disinfettanti prima di risciacquarle ed asciugarle accuratamente. Andranno poi riposte in un luogo asciutto, pulito e sicuro. Ogni strumento utilizzato per le pratiche di FA dovrebbe essere riposto all’interno di una cassetta apposita: questo ne garantisce l’igiene e facilita le operazioni. L’utilizzo della camicia sanitaria, che è sempre fortemente consigliata, evita che la punta della pistolet entri nel corpo dell’utero imbrattata. La camicia infatti si perforerà soltanto dopo aver oltrepassato la prima plica cervicale.

Infine è necessario, pulire la zona perivulvare con della carta a perdere, ed evitare il contatto tra apice della pistolet e labbra vulvari.

Contrastare la perdita di fertilità del seme

Tutti sappiamo quanto delicato sia il seme ma, nella pratica, ci si dimentica e capita di osservare manipolazioni sconvenienti, che immancabilmente portano ad una perdita di fertilità. Se la paillette non è fertile sarà come “sparare a salve” e non otterremo risultati.

Per quanto riguarda la corretta tecnica di scongelamento e il funzionamento del bidone criogenico vi rimando ad un articolo del 2012 del Professor Maurizio Monaci: “Il bidone dell’azoto e la tecnica di scongelamento“.

Prima azione da effettuare dopo lo scongelamento è asciugare la paillette. Tutti i liquidi hanno infatti un effetto negativo sul seme.

Soprattutto in inverno, ma è una buona prassi da adottare sempre, è opportuno preriscaldare la punta della pistolet prima dell’alloggiamento della paillet. Questo può essere fatto tramite energico sfregamento con carta a perdere.

Dopo il montaggio della pistolet e fino all’inserimento della stessa nel canale vaginale occorre mantenere a temperatura ottimale il seme. A questo scopo in commercio sono presenti apposite faretre riscaldate o, al limite, possiamo inserire lo strumento all’interno dei nostri indumenti a contatto con la pelle, avendo premura di proteggere la punta con della carta o con un guanto per evitare possibili contaminazioni. Quindi l’avvicinamento all’animale con la pistolet in mano, esposta a temperatura ambientale, è sicuramente un errore che compromette la fertilità del seme.

Dopo l’inserimento della pistolet nel canale vaginale sarà di grande importanza non estrarla fino alla fine dell’operazione, sia per mantenere a temperatura il seme che per evitare un ulteriore ingresso di sporcizia: torniamo dunque ad elementi di carattere igienico-sanitario. A questo proposito la camicia sanitaria torna ad essere importante, in quanto previene gli inconvenienti legati all’effetto spermicida dell’urina che eventualmente potremmo trovare nel tratto craniale del canale vaginale (urovagina).

Evitare stress alla bovina

Limiterò il più possibile la trattazione dei meccanismi fisiologici ed ormonali per facilitarne la comprensione, tuttavia sono aspetti imprescindibili, trattati da Ruminantia in numerosi articoli e largamente sviscerati dal mondo della ricerca.

Non è facile definire in maniera perfettamente calzante il termine stress. Potremmo semplificare il concetto riferendoci ad esso come ad una sindrome di adattamento a sollecitazioni di tipo acuto o cronico. Sorvolando le problematiche legate a stati patologici, che indubbiamente hanno effetti sulla fertilità, come la presenza di mastiti e zoppie o più semplicemente a stati metabolici, come il picco di lattazione, qui faremo riferimento a stress di tipo acuto, legati al nostro interagire con la bovina al momento dell’inseminazione.

L’asse Ipotalamo-Ipofisi-Gonadi HPG (che regola il ciclo estrale della bovina) è strettamente legato a quello Ipotalamo-Ipofisi-Surrene HPA (che regola la secrezione di cortisolo in risposta allo stress). Il cortisolo, comunemente chiamato anche ormone dello stress, agisce in vario modo sull’organismo: regola il flusso sanguigno e la sensibilità all’insulina, esplica attività di controllo su metabolismo e sistema immunitario ed interferisce con l’asse HPG andando ad inibire la produzione di GnRH da parte dell’ipotalamo, quella di FSH e LH da parte dell’ipofisi e ad alterare le funzioni ovariche come la secrezione di estrogeni e di progesterone, che viene utilizzato come substrato per la sintesi di ulteriore cortisolo.

Con l’attivazione dei meccanismi “combatti o fuggi” del sistema simpatico è evidente che la riproduzione diviene un processo di secondaria importanza per l’organismo. Inoltre, la paura induce l’animale a mangiare di meno, andando incontro ad eventuale deficit energetico. E’ dunque di fondamentale importanza che le bovine si trovino in perfetta condizione di benessere: la movimentazione del bestiame e il suo contenimento dovranno pertanto essere approcciati in maniera “gentile”, andando anche ad evitare pratiche ai quali gli animali non sono abituati. Urla, nervosismo o frenesia da parte dell’operatore non faranno altro che mettere in allarme le bovine andando ad intaccare la percentuale di successo dell’inseminazione.

Bibliografia

  • Dobson H, Tebble JE, Smith RF, Ward WR, 2001. IS STRESS REALLY ALL THAT IMPORTANT? Theriogenology.
  • Dobson H, Smith RF, 2000. What is stress and how does it affect fertility? Anim Repro Sci.
  • Beam SW, Butler WR, 1999. Effect of energy balance on follicular development and first ovulation in post-partum dairy cows. J Reprod Fertil.
  • Butler WR, 2000. Nutritional interactions with reproductive performance in dairy cattle. Animal Reproduction Science.
  • Barth, A. D., 1993. Factors affecting fertility with artificial insemination. Veterinary Clinics of North America: Food Animal Practice.