15 Aprile 2026

Le riflessioni che seguono sono state stimolate dal titolare di un’azienda zootecnica che, nel corso di un dibattito, ha posto la seguente questione: “Data l’evoluzione della produzione di latte verso aziende sempre più grandi, ci sarà spazio per quelle che non hanno questa possibilità?”

Chi ha qualche anno sulle spalle ricorda che nei paesi e nei quartieri, tanti negozi erano aperti ed in buona salute. I titolari godevano di un buon tenore di vita e costituivano un tessuto commerciale imprescindibile.

Nel corso degli anni uno dopo l’altro molti negozi hanno chiuso ed hanno preso il sopravvento strutture commerciali sempre più grandi, organizzate, con un’offerta più ampia ed orari e giorni di apertura continuativi. Per qualche tempo hanno resistito quei negozi che provavano ad essere dei piccolissimi supermercati. Alla fine hanno alzato quasi tutti bandiera bianca.

In quel quasi c’è spazio per un ragionamento interessante anche per noi.

Hanno resistito e si difendono decisamente bene quei negozi che, se pur piccoli, hanno fatto della qualità, della precisione, del servizio individualizzato e del rapporto umano diretto i tratti distintivi. In pratica hanno identificato i punti deboli delle grandi strutture e sono diventati imbattibili in queste caratteristiche.

Le aziende zootecniche di grandi dimensioni, intendo quelle con oltre 500 vacche in mungitura, sono molto aumentate di numero nel corso degli ultimi 10-15 anni. Per contro il numero di aziende piccole, per intenderci sotto le 100 vacche, in realtà di pianura irrigua, sono ridotte al lumicino. Resistono e ce la possono fare in condizioni particolari di manodopera o di nicchia di produzione. Consideriamo pertanto in questa riflessione come piccole, le stalle di pianura che mungono almeno 120 vacche.

Le aziende grandi hanno dalla loro il fattore moltiplicativo dato dal numero di vacche. Il titolare che guadagnasse 100 euro per vacca guadagnerebbe 50.000€, contro 12.000€ del titolare di quelle piccole. Se l’utile per vacca fosse 1.000€, le differenze di risultati in valore assoluto sarebbero davvero grandi: 500.000€ contro 120.000€. Se fosse tutto definito dal fattore moltiplicativo o dall’economia di scala, la partita sarebbe chiusa in partenza.

Tuttavia, ripercorrendo l’esempio dei negozi di quartiere, le aziende piccole hanno la possibilità di caratterizzarsi facendo tesoro dei limiti delle aziende grandi. Ovviamente, a condizione che i titolari o responsabili abbiano capacità simili.

Tipicamente le aziende grandi hanno un numero rilevante di dipendenti ed una struttura organizzativa adeguata alla propria realtà. Vi operano diverse figure, sia dipendenti sia professionisti o collaboratori esterni. A ciascuno è affidato un compito il cui esito viene controllato da qualcun altro. Tutti questi intrecci e queste relazioni, che peraltro generano molte sovrapposizioni, quando non dei conflitti manifesti o sottaciuti, solo raramente sono efficienti.

Spesso ci sono divergenze di opinioni su come interpretare la realtà o su quali priorità attribuire, ancora di più su come agire. Passa sempre del tempo, a volte molto, nei passaggi di informazione tra i vari livelli: dal mungitore al capostalla, da questi al veterinario, dal veterinario o dal capostalla al titolare, da quest’ultimo, che non ha vissuto il problema in prima persona, alla decisione di come affrontare il problema stesso.

In un’azienda piccola, spesso il titolare è la stessa persona che rileva il problema e che opera: se ne è capace, può impostare una soluzione seduta stante.

Di fondo le aziende grandi sono più forti, quelle piccole sono più agili e versatili e dunque veloci. Penso dunque di poter rispondere alla domanda iniziale in modo affermativo: c’è spazio per tutti, come per i negozi di quartiere, a condizione di sfruttare al massimo le proprie peculiarità, creando un vantaggio competitivo per la propria realtà.

Certo che se si è piccoli e pure “lenti”, esiste una certa probabilità che il destino possa assomigliare a quello di quei negozi  di una volta: nei nostri ricordi erano bei tempi, ma quei negozi oggi non ci sono più.

About the Author: Arrigo Milanesi

Farm Consulting srl Email: arrigomilanesi@gmail.com

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Da leggere - Maggio 2026

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