La ruminazione rappresenta un adattamento evolutivo dei mammiferi erbivori, soggetti a forte pressione predatoria. Essa consente all’animale di accumulare in modo rapido grandi quantità di cibo nel rumine in seguito ad una grossolana masticazione dell’alimento ed una veloce deglutizione in aree di pascolo potenzialmente pericolose. Anche se non assistiamo più ad atti predatori, in quanto il bovino viene allevato in strutture idonee, i 3 punti evidenziati si manifestano ugualmente a causa della competitività esistente tra i soggetti.

Punto chiave per un bovino è quello di accrescere principalmente il ’RUMINE’. Prima che ciò avvenga si inizia con le cure neonatali e la colostratura. Consistono nel ripulire il vitello da liquido amniotico dalla bocca e narici; asciugare il corpo con paglia pulita e asciutta o stracci; posizionarlo in ambiente pulito a 20-22 °C evitando esposizione a venti dominanti. Il colostro ha funzione: 1. nutrizionale, 2. lassativa, 3.immunitaria e viene somministrato in misura del 4-5% del peso corporeo ossia 1,5L entro 2h e 2L nelle 12h successive con biberon o sonda esofagea. Ideale: 3 volte al giorno per i primi 3-4 giorni in misura 8% peso vivo. La tempistica di somministrazione del colostro è importante in quanto la permeabilità intestinale declina rapidamente dopo 12 h riducendosi al massimo con la liberazione del meconio (Roy, 1990), sostanza bluverde presente nel tratto gastro-intestinale eliminato in circa 24h. In caso di vitello orfano: 1. Banca colostro ( congelato anche per 3-4 mesi) 2. Colostro artificiale. Utilizzare per ogni vitello secchi individuali per controllare consumi ed evitare trasmissione di patogeni via orale.

Eseguite tali pratiche con precisione segue la fase dello svezzamento, tecnica che punta a favorire in modo equilibrato e relativamente rapido il processo di crescita del rumine, delle papille ruminali e l’instaurarsi della flora microbica, garantendo le performance di accrescimento. L’apparato gastrico dei ruminanti è mediamente costituito nella prima settimana di età, per il 70-80% dall’abomaso, per il 15- 20% dall’omaso e soltanto per l’ 8-10% dal complesso rumine-reticolo; dopo lo svezzamento, per il 70-80% dal rumine-reticolo, per il 20% dall’omaso e soltanto per il 10% dall’abomaso. Dal momento che il sistema nervoso che controlla la motilità intestinale è perfettamente funzionante a 2 settimane di vita, si considera tale data momento opportuno per iniziare la somministrazione di alimento solido il cosiddetto ‘starter’ .

Lo starter deve essere appetibile, avere buona granulometria, capace di stimolare la masticazione e salivazione. Sotto l’aspetto tecnico il vitello è considerato svezzato quando il suo livello di ingestione non è inferiore al 2% peso corporeo, raggiungendo circa 100 Kg peso corporeo con ritmo medio accrescimento di 700-800 gr/gg. Importante somministrare acqua pulita a volontà (considerare rapporto 4:1 su sostanza secca ingerita). Riguardo i ricoveri utilizzare box individuali per le prime 3-4 settimane per motivi sanitari e successivamente box collettivi formato da animali omogenei (in presenza di spazi meglio box individuale fino a svezzamento).

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