
E’ ormai da qualche anno che, in collaborazione con ANAFIBJ, riportiamo le produzione medie pro capite delle bovine di razza Frisona italiana dei mesi di aprile e maggio. Si tratta di un periodo molto favorevole alla produzione di latte per via del buon THI e del fotoperiodo positivo, ossia giornate sempre più lunghe e temperatura mite, almeno dei Paesi ubicati nell’emisfero boreale.
Se osserviamo l’andamento della produzione di latte europea degli ultimi quattro anni (figura 1), normalizzando tutti mesi dell’anno a 30 giorni, questo fenomeno appare ancora più chiaro.
Queste sono le condizioni ideali per la produzione del latte delle bovine nonostante i giorni medi di lattazione (DIM) non siano proprio corti. Questo nostro interesse deriva dal fatto che nonostante i DIM siano in primavera in rialzo lo è anche la produzione media della Frisona italiana. Ovviamente, il fatto che ad aprile e maggio la produzione media procapite, a parità di DIM, rispetto ad ottobre-novembre sia più elevata, si rileva dalla serie storica dei dati di questa razza e, come tutte le medie, nulla di strano se ciò non si verifica in alcuni allevamenti italiani.
La “ferocia” con la quale si stanno verificando fenomeni climatici estremi, e si stanno rapidamente rialzando le temperature medie, minime e massime, impone un’attenta riflessione sulla gestione del raffrescamento sia delle bovine adulte, in asciutta o in lattazione, che nelle manze gravide, al fine di prevenire lo stress da caldo.
Una mancata gestione di questi fenomeni è corresponsabile della Sindrome delle Bassa Produzione di Latte in Autunno (SBPLA), che decorre anche con sub fertilità e zoppie autunnali.
Nella serie storica 1961-2025, figura 2, si vede chiaramente come dal 2011 ci sia stato un rialzo netto della temperatura con un rapido incremento negli ultimi anni.
Nella figura 3 vengono riportate sia la produzione media procapite che i giorni medi di lattazione delle bovine di razza Frisona italiana nei mesi di aprile e maggio nella serie storica 2020-2026.
Nei mesi di aprile-maggio del 2020, la produzione media procapite è stata di 33,37 kg di latte a 196 DIM mentre nell’analogo periodo del 2026 è stata di 37,11 kg a 191 DIM. L’incremento produttivo è stato pertanto di 3,74 Kg, pari all’11.2%. I giorni medi di lattazione sono diminuiti di 5 unità.

Figura 3 – Produzione e giorni medi di lattazione (DIM) della Frisona italiana, mesi di aprile-maggio (Fonte ANAFIBJ).
Molto utile, sia per la valutazione generale della popolazione italiana di razza Frisona sia per il benchmark, è il dato relativo alla serie storica delle singole bovine che hanno avuto una produzione procapite ai controlli funzionali > 40 kg nei mesi primaverili considerati.
Come si può notare dal grafico di figura 4, la percentuale di bovine con una produzione > 40 Kg era nel 2010 del 14,56% mentre nel 2026 è stata del 37,74%. Quello che appare evidente è il “salto” dal 32,45% del 2025 al 37,74% del 2026, del tutto coerente con il grande incremento produttivo che si è registrato in Europa, e quindi anche in Italia, della produzione di latte bovino da luglio 2025 a marzo 2026.

Figura 4 – Soggetti di razza frisona italiana con produzione > 40 Kg di latte nei mesi di aprile e maggio (Fonte ANAFIBJ).
Correntemente con il balzo produttivo che ha avuto la Frisona italiana nei periodi aprile-maggio 2025 – 2026 è interessante valutare quale tra le fasce produttive 39-41, 41-43, 43-44 e > 44 kg di latte sia cresciuta di più (figura 5).
- Nel 2026 alla fascia 39-41 kg appartengono 1009 allevamenti che solo 7 anni prima erano 403. Sul totale degli allevamenti considerati nel 2026 (8888 allevamenti) questa fascia è il 11,3%.
- La seconda fascia è quella dai 41 ai 43 kg di latte nella quale ritroviamo, nel 2026, 611 aziende; su un totale di 8888 sono il 6,9%. Questa fascia è passata dai 199 allevamenti del 2020 agli attuali 611.
- La terza fascia è quella dai 43 ai 44 kg. Erano 47 nel 2020 oggi sono 241, ossia il 2,7% del totale.
- Ai vertici produttivi, la fascia degli oltre 44 kg di latte fatta di 443 allevamenti, ossia il 5% del totale. Nel 2020, il totale di queste aziende era 77.

Figura 5 – Numero di aziende di razza frisona italiana suddivise per fasce produttive (aprile-maggio) (Fonte ANAFIBJ).
Conclusioni
Sapere qual è il livello produttivo medio e per fasce della Frisona italiana nei mesi di aprile e di maggio, ossia un periodo climaticamente favorevole e dal fotoperiodo positivo, permette di valutare quali sono i livelli produttivi raggiungibili, anche se ancora ben lontani dal pieno espletamento del potenziale genetico di questa razza.
Questi dati permettono agli allevatori di fare il benchmark per capire se eventualmente nel proprio allevamento sussistono condizioni negative nell’ambiente, nella gestione, nella nutrizione e nella sanità che interferiscono sul pieno espletamento del potenziale genetico.
Di grande importanza è anche la valutazione delle produzioni medie di ottobre e novembre che, se confrontate con quelle primaverili, consentono di valutare se la prevenzione dello stress da caldo, e più in generale la gestione e la nutrizione nelle bovine in lattazione e quelle a fine gravidanza, sia stata efficace, ma questa è un’altra storia.
Autori
Alessandro Fantini¹, Gloria Manighetti², Maurizio Marusi², Elisabetta Simonetti¹, Martino Cassandro²
¹ – Ruminantia
² – ANAFIBJ




















































































