HDR è il tasso dei calori diagnosticati rispetto alle bovine presenti in una data “finestra estrale temporale”. E’ un “indice” che è stato  pensato per misurare,  prevedere e gestire al meglio la fertilità aziendale. Infatti il “riconoscimento e rilevazione dei calori” costituisce da sempre (!)  la principale misura  per ottenere una buona fertilità di stalla. Il mancato rilievo tempestivo (!!) dei calori, oggi come ieri è la principale causa di ipofertilità, come  pure è causa di ipofertilità  l’inseminazione al difuori del momento ottimale, che , come è noto, si situa subito dopo la fine del calore.  La diagnosi del vero calore, meglio se anche dell’ora di inizio dello stesso (!!), è sempre stata il problema e l’obiettivo del bravo Allevatore anche quando le produzioni di latte erano ben lontane da quelle attuali (20 litri di latte giornalieri ancora negli anni ‘70 erano considerate un dato  soddisfacente!). I segni e sintomi principali del calore, a partire dal proestro fino all’estro vero e proprio, sono ben noti da tempo e si distinguono in sintomi comportamentali generali  come agitazione motoria e psichica, monta attiva nel proestro e, nel seguente estro accettazione della monta ( monta passiva= standing heat ), oltre ai sintomi locali come  la vulva edematosa e lo scolo vaginale da calore, per citare solo  i più importanti. Un HDR decisamente basso (< al 50%?) non è il  sintomo di una specifica patologia o disfunzione, ma è solo un dato dell’anamnesi ambientale e collettiva, che come tale può e deve venire utilizzato  nell’algoritmo che precede la diagnosi  (di mandria?). A fronte di un HDR basso si deve anzitutto accertare se  si tratta, come generalmente succede, di una carenza  nell’osservazione e nella registrazione  dei calori, oppure  se in realtà ci si trova di fronte alla mancanza di (sufficienti) manifestazioni esterne  del calore stesso, cioè di situazioni di anaestro, che a sua volta può essere ancora” fisiologico” o variamente  patologico. Sul piano della gestione dunque, un HDR basso deve indurre, in prima istanza,  a controllare come funziona nella mandria il rilievo dei calori; se l’osservazione  è adeguata e diligente, allora si  tratterà poi di capire il perché del numero basso dei calori rilevati. Insisto sull’adeguatezza dell’osservazione dei calori. Questo valeva nel recente passato e vale ancora oggi, quando, sia per il cambiamento delle bovine, che per la drastica riduzione numerica ( e spesso qualitativa)  del personale di stalla a fronte   dell’aumento  numerico delle dimensioni della mandria, la rilevazione dei segni  dell’estro si è fatta più difficile e problematica. Le difficoltà nel rilievo dipendono oggi da diverse cause. Alcune di tali cause  sono intrinseche alla moderna vacca da latte:

– spesso i segni del comportamento, anche nel proestro (agitazione motoria, monta attiva) sono deboli  e poco frequenti;

– l’accettazione passiva della monta (standing heat), oggi  spesso può durare  meno di 10 ore, fino a 6 ore,

– molte bovine peraltro oggi non presentano più lo standing heat pur essendo in estro;

– nella maggioranza dei casi il calore  insorge e si esaurisce durante la notte;

Altre cause che motivano la difficoltà del rilievo sono invece  legate all’ ambiente , e in particolare:

– pavimentazione  inadeguata e  sdrucciolevole delle aree di movimento ;

– eccessiva durata dell’attesa in piedi ( due volte al giorno) per raggiungere la sala di mungitura  e successiva stanchezza/malessere, che porta le bovine a restare in cuccetta o su lettiera per più tempo, pregiudicandone il benessere e le manifestazioni di interazione sociale

– Problemi podali della più svariata natura, con difficoltà di  stazione e deambulazione.

In molti casi esistono inoltre delle condizioni ambientali stressogene (in particolare problemi metabolici, carenza energetica) che riducono l’evidenza delle  manifestazioni del calore o addirittura le sopprimono, per l’influenza negativa sulla fisiologia ovarica (aciclìa, disciclìa, cisti ovariche…)

Da quando l’industrializzazione dell’allevamento si è ulteriormente accentuata, a fronte della riduzione ( non so fino a qual punto inevitabile…) della manodopera di stalla, per facilitare il rilievo dei calori sono stati implementati  diversi accorgimenti:  dai più semplici e tradizionali come il mantenimento del toro aziendale per accentuare le manifestazioni estrali ed anche per fecondare naturalmente (in particolare  le repeat breeding), il mantenimento di tori spia vasectomizzati o di bovine mascolinizzate previo trattamento con testosterone e sistemi di marcatura  colorata delle bovine in seguito alla monta passiva); ai metodi  sempre più tecnicizzati come podometro e attivometri di prima e seconda generazione. Si tratta in ogni caso di sistemi che registrano alcuni dei sintomi collaterali, non sempre patognomonici, del calore stesso, che spesso se non sono accompagnati da un personale di stalla preparato ed appassionato, peggiorano il rilievo dei veri calori e dunque indirettamente anche la normale fertilità della mandria(1).

 Ad oggi il sistema più affidabile e sicuro di riconoscimento dei calori  rimane  quello dell’osservazione degli animali da parte di personale esperto e motivato. L’osservazione da parte dell’addetto ( o degli addetti)  dovrebbe comprendere tre ispezioni  giornaliere nella mandria  della durata di 20-30 minuti; di queste almeno una dovrebbe avvenire nelle ore notturne (meglio fra le ore  due e le tre dopo mezzanotte).

amb e mngt

Per migliorare l’efficienza del rilievo dei calori la misura più efficace è quindi l’osservazione trigiornaliera (ogni osservazione di circa mezzora). L’efficienza è massima quando una delle tre osservazioni, viene eseguita dopo la mezzanotte.

L’addetto al rilievo dei calori dovrebbe essere una persona diligente ed affidabile, e si dovrebbe scegliere ad esempio fra personale anziano con esperienza  di allevamento (cioè di vacche!), oppure fra personale appositamente addestrato a riconoscere i sintomi principali e secondari del calore ed a registrarli. Insisto sulla competenza del personale, che secondo me  dovrebbe poi essere in grado di valutare on site, cioè vicino alla vacca, l’esistenza reale di un vero calore. Se il rilievo dei calori, grazie alla triplice osservazione giornaliera è tempestivo, sarà possibile anche in molti casi  stabilire approssimativamente l’ora di inizio dei segni del calore, un altro elemento per scegliere poi il momento più adatto per la corretta inseminazione della bovina, che si trova comunque a distanza di 8-10 ore dalla fine dei segni dello standing heat.

Conclusioni

Abbiamo richiamato solamente l’aspetto del rilievo dei calori come prima misura da adottare di fronte ad un HDR insoddisfacente: nel caso l’osservazione sia efficiente e  corretta e dunque i calori effettivamente rilevati sono “pochi” rispetto al numero di vacche presenti e indiziate, allora l’indagine dovrà subito spostarsi sulla valutazione “clinica” della mandria (ambiente, efficienza, stato di nutrizione, patologie) e sull’esame ginecologico delle singole bovine in anaestro (funzionale o patologico).In condizioni ottimali, ove l’assistenza della mandria sia effettivamente praticata da un Buiatra competente e disponibile, l’esame ginecologico periodico (settimanale o quindicinale) delle bovine nel post partum e dopo il periodo di attesa volontaria, potrà contribuire a diagnosticare  lo stato delle ovaie delle bovine, identificando prontamente  quelle che in calore non potranno andare per ragioni funzionali/patologiche, adottando prontamente le misure correttive (terapeutiche) sia a livello individuale che a livello di mandria.

(1)Ora si sta affacciando sul mercato una metodica e una tecnologia di gestione della mandria, ulteriormente sofisticata e perfezionata e  adatta comunque per allevamenti molto grandi che fornisce in automatico e in tempo reale, oltre ad altri dati fisiopatologici ematochimici, anche il livello di progesterone giornaliero nel latte, e qui il dato del livello è veramente molto significativo per l’identificazione pressochè automatica dello stato di calore (fertile!)

 

Per approfondire il problema si consiglia il testo: GESTIONE CLINICA DELLA RIPRODUZIONE di Giovanni Sali e Collaboratori- edito da Le Point Veterinaire (ed. 2013)