La palpazione rettale è senza dubbio una manovra che la maggior parte dei buiatri (non solo ginecologi) utilizza costantemente nell’attività professionale. Tra le diverse finalità dell’esplorazione rettale, la diagnosi dello stato di gravidanza/non gravidanza è probabilmente la più conosciuta e richiesta dagli allevatori dal passato ad oggi.

L’ausilio dell’ecografo ha portato la professionalità del buiatra ginecologo ad essere compatibile con le esigenze dei moderni allevamenti. Non esistono metodi alternativi all’ecografo in grado di assicurare lo stesso livello di accuratezza diagnostica, e con il valore aggiunto di poter valutare la qualità della gravidanza in corso. In quest’ottica la diagnosi manuale di gravidanza appare anacronistica, ma non possiamo nascondere l’evidenza che sia ancora ampiamente utilizzata, rappresentando comunque un’abilità professionale necessaria ad un buiatra di campo.

L’esplorazione rettale ha le sue regole che, se non rispettate, portano a delle prime esperienze deludenti e frustranti. Il suggerimento più importante per chi inizia è PRATICARE. Una pratica costante è necessaria per condizionare le braccia e quindi per non ritrovarsi dopo pochi minuti con le mani stanche ed intorpidite. Dopo aver ottenuto un buon condizionamento muscolare ci si può concentrare sulle sensazioni in modo da allenare la sensibilità delle mani per trasmettere le corrette informazioni al cervello; ricordiamoci che non è naturale crearsi un immagine mentale di ciò che tocchiamo senza vedere, questo va letteralmente imparato. Infine dobbiamo sapere cosa cercare, qual’è l’oggetto della nostra “esplorazione”.

Ci sono solo quattro segni positivi di gravidanza individuabili attraverso la palpazione rettale:

  • Palpazione della vescicola amniotica
  • Palpazione dello scivolamento delle “membrane slip”
  • Palpazione dei placentomi
  • Palpazione del feto

Solo l’identificazione di almeno uno di questi quattro segni ci autorizza a dichiarare gravida una bovina.

1- Palpazione della vescicola amniotica

La vescicola amniotica è l’annesso fetale più interno e racchiude l’embrione ed il liquido amniotico. La vescicola si riconosce come una struttura sferica e turgida nel lume uterino, di grandezza variabile in base ai giorni di gravidanza (1 cm di diametro a 28 giorni). E’ necessaria una manipolazione molto cauta dal momento che una rottura della vescicola comporterebbe la morte certa dell’embrione.

2- Palpazione dello scivolamento delle membrane slip

Comprimendo la parete uterina tra pollice e indice è possibile apprezzare lo scivolamento del corion sull’allantoide dal 35° giorno di gravidanza. Anche in questo caso è obbligatoria la cautela, soprattutto nella prima fase della gravidanza, a causa della delicatezza degli invogli.

3- Palpazione dei placentomi

Il placentoma è la porzione materno-fetale costituita dalla caruncola uterina su cui si ingrana il cotiledone placentare. Nella bovina, i placentomi si cominciano a palpare come strutture nodulari diffuse dal 75°-80° giorno di gravidanza in poi. Le dimensioni sono variabili in base alla posizione sull’utero ed al periodo di gestazione.

4- Palpazione del feto

Il feto diviene palpabile dal 65° giorno di gravidanza, quando la vescicola amniotica diventa meno turgida. Nella prima fase il feto è palpabile nella sua interezza poi, sprofondando in addome, si mette in evidenza tramite “ballottamento”; in questo caso si apprezza come una struttura solida immersa nel liquido, quindi ritorna palpabile nell’ultima parte della gravidanza attraverso parti anatomiche specifiche (arti, unghioni, testa ecc).

 

Ci sono poi ulteriori “segni clinici” che non indicano con certezza lo stato di gravidanza e possono quindi accompagnare i segni precedenti ma non sostituirli:

  • Non ritorno in estro
  • Asimmetria delle corna uterine
  • Liquido contenuto in utero
  • Utero che sprofonda in addome

Un discorso a parte lo merita l’apprezzamento del “fremito” dell’arteria uterina media: con il palmo della mano si preme lateralmente e dorsalmente all’utero cercando di sentire il flusso arterioso che, in gravidanza avanzata, assume le caratteristiche di un fremito. Si tratta di un reperto fondamentale per verificare la vitalità del feto che non è più apprezzabile nel caso in cui questo sia morto (ma la bovina non è vuota!). Tecnicamente si considera quindi un metodo di valutazione della qualità della gravidanza.

La fertilità è indubbiamente uno degli aspetti maggiormente tenuti sotto osservazione dagli allevatori. Produrre latte, o produrre soggetti da carne, prevede il nodo comune di far partorire la bovina. Sapere se la gravidanza sia in atto o meno, ed intraprendere le azioni che ne conseguono, è di importanza cruciale per la redditività degli allevamenti. Il nostro compito (come buiatri) è offrire un servizio diagnostico preciso e affidabile.