Negli ultimi anni un microrganismo apparentemente nuovo anche se in realtà ci troviamo davanti ad un problema “classico” ovvero la presenza di una malattia di cui apparentemente si conosce poco, che ha improvvisamente aumentato la propria frequenza e verso la quale ci sentiamo impotenti, non avendo strumenti terapeutici adeguati.

Il microrganismo viene eliminato in modo intermittente nel latte di bovine infette e può sopravvivere durante l’asciutta. Una volta instaurata l’infezione questa viene mantenuta in allevamento attraverso l’escrezione da parte dei soggetti clinicamente sani. Prototheca, come Str.uberis e gli altri agenti ambientali, non è un agente contagioso, ovvero la fonte primaria di infezione è l’ambiente (contaminato attraverso le feci) e non la mammella, anche se la trasmissione durante la mungitura ha un ruolo tutt’altro che trascurabile. Per fare questo la via è molto chiara: mantenere una elevata igiene sia delle lettiere sia durante la mungitura. Cuccette sporche ed umide, corsie ricche di liquami dove gli animali, soprattutto in estate, si possono coricare sono i mezzi con cui le Prototeche possono contaminare il capezzolo e quindi entrare in mammella. Anche se la disinfezione più o meno “aggressiva” viene spesso proposta come soluzione di tale problema, va ricordato che i disinfettanti vengono velocemente inattivati dalla sostanza organica. Quindi cercare di “battere” la cattiva igiene (ovvero l’abbondanza di sostanza organica) con un disinfettante è una battaglia persa. Per evitare la colonizzazione dell’intestino delle vitelle con Prototheca deve essere evitato è la somministrazione di latte di scarto alle vitelle, tenuto conto che bovine infette hanno un latte con un elevato contenuto cellulare che può contenere significative concentrazioni di microalghe Questi animali manterranno tale infezione anche in età adulta e rappresenteranno un ulteriore pericolo sia per se stesse (contraendo l’infezione mammaria) sia diffondendo Prototheca nell’ambiente. In questi casi la pastorizzazione del latte non sempre si è dimostrata sufficiente nell’eliminare le microalghe e diversi studi hanno verificato che alcuni ceppi possono resistere alle temperature di pastorizzazione.

Infine, uno strumento utile per limitare il più possibile la diffusione della Prototheca nell’ambiente è separare gli animali infetti da quelli sani sia durante la lattazione sia nel periodo immediatamente prima parto, così da ridurre la concentrazione di Prototheca nell’ambiente degli animali ancora non infetti e riducendo, di conseguenza, il rischio che possano contrarre l’infezione. Va detto che non esistendo cura, una volta identificato con sicurezza l’animale infetto, purtroppo il suo destino è segnato e quindi dovrà essere eliminato dall’allevamento quando si riterrà opportuno farlo in funzione del suo stato produttivo, riproduttivo e sanitario.

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