culex-blue-tongue
18 Agosto 2025

La Blue Tongue (BT) è una malattia virale non contagiosa a trasmissione vettoriale, causata dal Bluetongue virus (BTV), che colpisce ruminanti domestici e selvatici. Sebbene il bovino manifesti raramente i segni clinici gravi, riveste un ruolo chiave come serbatoio d’infezione nella diffusione epizootica.

Eziologia

Il virus responsabile della BT è il Bluetongue virus (BTV), appartenente al genere Orbivirus, famiglia Reoviridae. Possiede un genoma a RNA a doppia elica (10 segmenti), caratteristica che favorisce fenomeni di riassortimento genetico tra sierotipi. A oggi sono riconosciuti numerosi sierotipi, distinti in tradizionali e atipici. I sierotipi tradizionali, capaci di causare una malattia clinicamente manifesta, sono 24; tra i più rilevanti per l’Europa si annoverano il BTV-1, BTV-3, BTV-4, BTV-8 e BTV-16. Alcuni ceppi, come il BTV-8, mostrano un certo potenziale di patogenicità anche nel bovino.

I vettori dell’infezione

La trasmissione avviene principalmente attraverso insetti ematofagi del genere Culicoides, in particolare C. imicola e C. obsoletus. Il periodo di trasmissione coincide con la loro attività stagionale, prevalentemente da giugno a novembre.

  1. imicola, considerata la specie più rilevante, ha delle caratteristiche biologiche e etologiche utili da conoscere per poter progettare un protocollo di protezione efficace. Come siti larvali predilige i ristagni d’acqua e manifesta una maggiore attività alimentare all’aperto, lontano da strutture chiuse. La sua attività è fortemente limitata dalle basse temperature e dalle alte latitudini, restringendone la distribuzione geografica ad aree con condizioni ambientali favorevoli.
  2. obsoletus, invece, è presente in tutta Italia ed Europa, tollera temperature ambientali più basse e si spinge a latitudini maggiori rispetto a C. imicola. I suoi siti larvali sono diversi, prediligendo ambienti boschivi e ricchi di vegetazione. È inoltre in grado di pungere efficacemente sia gli animali all’aperto che quelli ricoverati in strutture chiuse (per es. fabbricati).

Patogenesi

Nel bovino, in seguito all’infezione naturale, il virus replica inizialmente nei linfonodi regionali, infettando le cellule dendritiche e i monociti/macrofagi. La fase di viremia inizia circa 3 giorni dopo l’infezione e raggiunge il picco tra il 7° e l’8° giorno. Attraverso il circolo ematico, il virus colonizza preferenzialmente l’endotelio vascolare di vari distretti anatomici. La replicazione virale in sede endoteliale induce una reazione infiammatoria complessa che può condurre a vasculite, obliterazione dei vasi e conseguente alterazione del microcircolo, con lesioni localizzate soprattutto alle mucose della testa, alla lingua, al cercine coronale e, talvolta, ai capezzoli.

Le lesioni che derivano dalla vasculite causano edemi, ipossia dei tessuti, emorragie e, nei casi più gravi, necrosi e ulcerazioni. Il quadro può essere aggravato da una fotosensibilizzazione secondaria che, in seguito all’esposizione alla luce solare, intensifica la liberazione di mediatori dell’infiammazione. La viremia nei ruminanti tende generalmente a risolversi entro un mese, ma nel bovino può persistere anche oltre 60 giorni, configurando questa specie come serbatoio epidemiologicamente efficiente. Tale persistenza virale è responsabile anche delle frequenti alterazioni della fertilità osservate nelle mandrie infette: il virus è infatti in grado di attraversare la barriera placentare e causare morte embrionale o fetale, aborto, malformazioni e natimortalità.

Quadro clinico

Il bovino adulto raramente sviluppa una forma clinica conclamata e, all’interno di una mandria, solo pochi soggetti possono manifestare la malattia a fronte di una sieroprevalenza molto elevata. L’infezione da sierotipo BTV-8 è quella che con maggiore probabilità determina i segni clinici nel bovino.

Le forme lievi di infezione sono caratterizzate da un modico e temporaneo aumento della temperatura corporea, depressione del sensorio, ipersecrezione salivare e un’andatura rigida. La remissione dei sintomi è piuttosto veloce e i soggetti colpiti riprendono completamente le loro funzioni senza conseguenze.

Le forme gravi di infezione iniziano con un aumento notevole della temperatura corporea (fino a 41 – 42°C), abbattimento e tachipnea (respirazione veloce). Quindi si assiste ad un edema e congestione delle mucose della testa che si manifesta con:

  • Congiuntivite sierosa (foto 1)
  • Protrusione della punta della lingua dalle labbra (foto 2)
  • Lieve edema facciale o sottomandibolare
  • Locomozione svogliata a causa delle concomitanti lesioni muscolari (di origine vascolare)

Quando le lesioni endoteliali sono gravi si assiste alla comparsa di lesioni erosive e ulcerative sul musello, sulla mucosa orale, sulle narici, sul cercine coronario e sui capezzoli.

I disturbi della fertilità sono molto comuni e sono rappresentati da:

  • Morte embrionale/fetale
  • Aborto
  • Malformazioni fetali
  • Natimortalità

Figura 1. Congiuntivite

 

 

Figura 2. Ptosi della lingua

Diagnosi

Nel bovino, la diagnosi clinica ha un valore limitato, ma, in corso di focolai confermati, la comparsa dei segni sopra descritti può suggerire un’infezione in atto. È comunque necessario ricorrere alla diagnosi di laboratorio (virologica o sierologica) per la conferma.

Misure di profilassi e controllo

Le misure di profilassi e controllo della Blue Tongue in Italia, attualmente, si basano su tre pilastri:

1 – Sorveglianza

Il Piano Nazionale di Sorveglianza per la Blue Tongue, coordinato dal Ministero della Salute e attuato dagli IZS, prevede:

  • Controlli sierologici e virologici su ruminanti domestici
  • Monitoraggio entomologico dei Culicoides
  • Zonizzazione sanitaria (zone di restrizione, protezione, sorveglianza)

2 – Controllo dei vettori

  • Utilizzo mirato di repellenti sugli animali o insetticidi ambientali
  • Modifica della gestione aziendale in base al tipo di Culicoides presente nel territorio (vedi paragrafo “I vettori dell’infezione”)

3 – Vaccinazione

La vaccinazione svolge un ruolo fondamentale per la gestione e il controllo dell’infezione da BTV. In generale, la finalità della vaccinazione per la blue tongue nei ruminanti è triplice:

  • Proteggere l’animale in modo che non si infetti oppure non sviluppi una forma clinica grave
  • Limitare la diffusione dell’infezione attraverso una riduzione della viremia
  • Garantire la libertà di movimento degli animali e gli scambi commerciali tra le aree di un territorio

Nel bovino la protezione clinica è un aspetto poco importante poiché manifesta la malattia in forma spesso silente. La vaccinazione con il fine di limitare la viremia è invece decisamente più importante, soprattutto in chiave epidemiologica, considerato il ruolo cruciale del bovino come serbatoio di infezione.

Attualmente la vaccinazione è su base volontaria. In commercio ci sono diversi tipi di vaccini, tutti inattivati, utili a conferire protezione verso uno (monovalenti) o due/tre sierotipi (bi-trivalenti).

Conclusioni

La Blue Tongue rappresenta una sfida rilevante per la sanità pubblica veterinaria, anche nel bovino, nonostante la bassa incidenza clinica. L’importanza epidemiologica di questa specie, l’evoluzione dei sierotipi circolanti e le ricadute sanitarie ed economiche richiedono delle competenze aggiornate in ambito diagnostico, biosorveglianza e consulenza gestionale. Una risposta efficace alla Blue Tongue esige un approccio integrato e sistemico, in cui il buiatra riveste un ruolo strategico.

About the Author: Marco Spagnolo

Veterinario Libero Professionista. Email: marcospag@yahoo.it

iscriviti-alla-newsletter

Fieragricola-Full-Innovation

Scopri i Partner di Ruminantia

Da leggere - Gennaio 2025

Condividi questa notizia!