
Con la maturazione del foraggio, la digeribilità dell’NDF può diminuire di oltre 40 punti percentuali (% di NDF). La relazione tra l’aumento del contenuto di NDF di erbe, insilato di mais e foraggi vernini con l’avanzare della maturità è ampiamente dimostrata. Il tasso di calo della digeribilità dell’NDF varia tuttavia a seconda del tipo di foraggio. Il calo della digeribilità dell’NDF nelle erbe e negli insilati di cereali invernali è particolarmente drastico con l’avanzare della maturità.

Figura 1 – Effetto dello stadio di maturità sulla digeribilità dell’NDF a 48 ore nel fieno e nell’insilato di erba.

Figura 2 – Effetto dello stadio di maturità sulla digeribilità dell’NDF a 48 ore nell’insilato di cereali minori.
Mentre le erbe e i foraggi invernali sono in fase vegetativa, la digeribilità dell’NDF è molto elevata (> 70% dell’NDF). Quando si verifica la levata nello stelo di questi foraggi, la digeribilità dell’NDF diminuisce a un ritmo relativamente veloce. Perché la digeribilità dell’NDF diminuisce con l’avanzare della maturità?
Con l’avanzare della maturità, tutte le piante, comprese le graminacee, i legumi, il mais e i cereali minori, subiscono cambiamenti fisiologici. Durante la loro maturazione, le piante sviluppano tessuto xilematico per il trasporto dell’acqua, accumulano cellulosa e altri carboidrati complessi e questi tessuti si legano tra loro attraverso un processo noto come lignificazione. L’effetto combinato dei cambiamenti fisiologici porta alla formazione di NDF, all’interno della quale aumentano percentualmente ADF e ADL, alle quali i batteri del rumine hanno più difficoltà ad attaccarsi e che sono più difficili da digerire.
Un esempio semplice e pratico degli effetti della maturità sulla digeribilità dell’NDF nei foraggi è legato ai cambiamenti nel rapporto foglie/steli. L’NDF nelle foglie dei legumi o delle graminacee è significativamente più digeribile dell’NDF nel tessuto dello stelo. Man mano che il foraggio matura, il rapporto foglie/steli diminuisce (più steli, meno foglie) e di conseguenza la digeribilità dell’NDF diminuisce perché una parte maggiore dell’NDF totale è associata al tessuto dello stelo.
Non in tutti i foraggi autunno-vernini però il comportamento è uguale. Un caso di studio particolarmente interessante è il seguente: negli ultimi anni, la crescente pressione sulle risorse idriche e la necessità di sistemi colturali più resilienti stanno spingendo molte aziende zootecniche a riconsiderare il ruolo dei cereali vernini nella produzione di foraggi. In particolare, frumento e triticale raccolti in primavera ed insilati rappresentano una valida alternativa o integrazione al silomais in molte aziende da latte e vengono considerate intercambiabili tra loro. Ma non è così, come dimostra questo studio dell’università del Texas.
I due stadi fenologici di frumento e triticale che sono stati valutati e che sono particolarmente rilevanti sono la spigatura e la maturazione cerosa della granella. La differenza di resa per ettaro nei due stadi può raggiungere il 50%, rappresentando un elemento attraente per l’allevatore. Vediamo cosa accade però ai due foraggi in termini di NDFD e specialmente per il parametro NDFD a 240 ore, quello maggiormente correlato con il riempimento ruminale e con l’assunzione di sostanza secca.
Come si può notare, l’avanzare dello stadio di maturazione della pianta ha un effetto deterrente sull’NDFD decisamente maggiore nel triticale rispetto al frumento, suggerendo per il primo una finestra di raccolta meno ampia per evitare contraccolpi negativi sull’animale.
Capitolo differente invece si apre parlando di silomais. La NDFD nell’insilato di mais diminuisce, infatti, di circa 10,0 punti percentuali tra la fase di maturità della linea del latte 1⁄2 e quella avanzata della punta nera.

Figura 4 – Effetto dello stadio di maturità sulla digeribilità dell’NDF a 48 ore nell’insilato di mais.
L’insilato di mais è unico nel definire gli effetti della maturità sulla digeribilità dell’NDF perché il rapporto foglie/steli non subisce grandi alterazioni nelle normali fasi di maturità del raccolto. In realtà è comune osservare una diminuzione del contenuto totale di NDF nell’insilato di mais man mano che la pianta di mais matura. Questo perché la pannocchia di mais si riempie di granella, che diluisce il contenuto totale di NDF del foraggio. Nonostante questo effetto illusorio della maturità, la digeribilità dell’NDF della pianta di mais continua a diminuire con l’avanzare della maturità (Figura 3), principalmente a causa dell’avanzamento della lignificazione delle pareti cellulari (NDF).
Non c’è davvero nulla di nuovo su come gestire i foraggi per ottimizzare la digeribilità dell’NDF. I foraggi dovrebbero comunque essere raccolti nei loro tradizionali stadi di maturità (erbe all’emissione della spiga, vernini 10 giorni dopo l’impollinazione, insilato di mais = 50/70% della linea del latte) per massimizzare sia la resa che la qualità.
Comprendere il calo della digeribilità dell’NDF con l’avanzare della maturità significa semplicemente porre una doppia enfasi sulla raccolta dei foraggi al giusto grado di maturità per permettere un corretto stock di riserve aziendali e massimizzare l’efficienza delle razioni.
Si ringrazia il dr. Andrea Bellingeri per la collaborazione a quest’articolo.



















































































