
La sintesi di proteina microbica (MPS) nel rumine rappresenta la fonte più economica ed efficiente di proteina metabolizzabile per la vacca da latte, grazie al suo profilo aminoacidico. Firkins e Wenner nel loro paper presentato al Florida Nutrition Symposium 2025 affrontano in profondità le variabili fisiologiche, analitiche e modellistiche che correlano quantità e digeribilità dei principi nutritivi e la MPS, fornendo spunti pratici per tecnici e nutrizionisti.
Fibra: struttura, accessibilità e limiti predittivi
La fibra misurata come NDF o ADF non descrive adeguatamente la disponibilità della quota fermentescibile della parete cellulare vegetale. L’emicellulosa e la cellulosa variano per composizione chimica, grado di cristallinità e legami crociati con lignina e fenoli. I fattori varietali (es. selezione genetica per bassa lignina) o ambientali possono alterare profondamente l’accessibilità microbica. Le analisi standard non distinguono queste differenze funzionali.
Il rapporto tra degradabilità della fibra (NDFD) e crescita microbica è molto stretto, specialmente per la popolazione cellulosolitica, a cui fornisce energia e scheletri carboniosi necessari per MPS. La previsione della NDFD è difficile a causa della variabilità tra animali, substrati e condizioni ruminali. I modelli empirici forniscono una stima media, ma il margine operativo si gioca nella capacità di migliorare la digeribilità effettiva tramite interventi nutrizionali e gestionali.
Amido e interazioni negative
L’interazione tra carboidrati strutturali e non strutturali è critica. Incrementi di amido nella razione migliorano inizialmente la MPS, ma superati certi livelli provocano effetti negativi sulla NDFD: ogni +1% di amido può ridurre la digeribilità della fibra dello 0,5–0,6%. Inoltre, sotto certi livelli di pH batteri amilolitici ad alta competitività possono sopraffare i fibrolitici, riducendo l’efficienza fermentativa e alterando il commensalismo.
Importante a questo proposito è sottolineare la competizione per il substrato e l’accesso limitato alla superficie di quest’ultimo. È altresì vero che i Butyrivibrio (cellulosolitici) si sviluppano meglio in presenza di zuccheri. Spesso purtroppo i modelli non tengono conto di questi spostamenti nella crescita delle varie popolazioni microbiche.
I modelli come CNCPS 6.5 sono molto sensibili alla degradabilità ruminale dell’amido, ma la sua stima (es. 7h starch digestibility) non tiene conto di alcuni fattori. Ad esempio, una volta saturate le amilasi batteriche, la popolazione microbica tende a stoccare gli amidi all’interno della cellula. Inoltre, la digeribilità a 7h è influenzata da metodi analitici che spesso non replicano le condizioni reali in vivo.
Ruolo dei peptidi, RDP e BCVFA
La disponibilità di N degradabile (RDP) comprende forme ammoniacali, peptidiche e amminoacidiche. Diversi studi evidenziano che i fibrolitici (Fibrobacter, Ruminococcus spp.) rispondono positivamente ai peptidi, soprattutto quando crescono su substrati come cellobiosio. Il solo NH₃ non è sufficiente, anche se la sua carenza aumenta la peptidolisi. Altro capitolo riguarda gli isoacidi (isobutirrico, isovalerico, 2-metilbutirrico) degli aminoacidi a catena ramificata, che sono fattori di crescita essenziali per diversi batteri ruminali. Tuttavia, la loro efficacia è subordinata a un’adeguata disponibilità di ammoniaca e proteina vera.
Un eccesso di peptidi, però, può causare inefficienze: alcuni microrganismi opportunisti possono usare AA per la gluconeogenesi, sprecando N e destabilizzando la comunità ruminale. La strategia ottimale prevede un apporto equilibrato di RDP da fonti proteiche di buona qualità, evitando eccessi inutili di CP nella razione.
Zuccheri, oligosaccaridi e fibre solubili
Come detto, nella cellulosa il livello di cristallinità è molto variabile. Le emicellulose e le pectine, di cui sono ricchi le polpe di agrumi o i sottoprodotti zuccherini, possono aumentare la MPS, in quanto i batteri che le degradano sono anche proteolitici e rendono quindi disponibili fonti di azoto per i cellulosolitici. Questi effetti sono inconsistenti se la dieta ha eccesso di amidi. Alcuni zuccheri riducono la concentrazione ruminale di NH₃ o BCVFA, segno di un possibile aumento dell’assorbimento microbico. In ogni caso, i benefici maggiori si hanno in razioni a pH stabile e con moderato livello di amido.
La frazione rOM (residual organic matter) è altamente degradabile e può rappresentare un indicatore indiretto di fibra solubile, ma non è ancora integrata nei modelli con valore predittivo riconosciuto.
Lipidi e fluidità di membrana
L’effetto dei grassi sulla MPS e sulla NDFD è più complesso di quanto si pensasse. Alcuni FA, come quelli palmitico e oleico, se somministrati in forma libera e in quantità moderate, possono migliorare la fluidità delle membrane batteriche e sostenere la sintesi enzimatica. I fibrolitici sono particolarmente sensibili al profilo lipidico, richiedendo una proporzione maggiore di FA ramificati o insaturi per mantenere le loro funzioni. Tuttavia, eccessi lipidici o utilizzo di fonti inappropriate possono inibire la fermentazione e ridurre la DMI.
Variabilità della RUP e valore strategico della MPS
La Proteina Microbica contiene solo il 15% di NPN ed ha un ottimo profilo aminoacidico, tranne una lieve carenza di istidina rispetto alla proteina del latte, mentre le fonti proteiche bypass (es. glutine, canola, soia trattata termicamente) mostrano una variabilità significativa della quota proteica bypass digeribile (dRUP), in quanto principalmente legata alla qualità del processo termico. Ad esempio, la dRUP nella farina di sangue può variare tra 30 e 70%. In questo contesto, migliorare la MPS consente di ridurre la dipendenza da fonti proteiche costose e variabili, ottenendo un miglior rapporto costo/proteina metabolizzabile.
Dati di simulazione NDS (CNCPS 6.55) mostrano che un aumento di +10% nella degradabilità dell’amido porta a un +3% di MPS, mentre un incremento di 1 kg di farina di mais aumenta solo dell’1% la MPS. Una riformulazione della razione riducendo livello proteico (da 17% a 16,2%) e aumentando la MPS ha portato a un risparmio di 0,15 €/vacca/giorno con un +1.7 kg latte ECM.
Conclusioni pratiche
- Ottimizzare la fibra (NDFD) è essenziale per sostenere la MPS.
- Mantenere un equilibrio tra amido fermentescibile e fibra fisicamente efficace è cruciale.
- RDP, peptidi e BCVFA vanno valutati con attenzione.
- Integrare FA selezionati può essere utile.
- Ridurre l’uso eccessivo di RUP e valorizzare la MPS consente di migliorare sia l’efficienza economica sia la sostenibilità nutrizionale.
I modelli predittivi, seppur utili, devono essere supportati da una solida conoscenza dei meccanismi fisiologici ruminali e della variabilità reale dei foraggi e degli ingredienti. Solo così è possibile sfruttare appieno il potenziale della proteina microbica nelle vacche da latte ad alta produzione.
Si ringrazia il dr Andrea Bellingeri per la collaborazione alla stesura dell’articolo.




















































































