
L’Assemblea dell’Associazione Italiana Allevatori (A.I.A.), riunitasi oggi a Roma, ha provveduto al rinnovo delle cariche sociali, eleggendo alla presidenza Ettore Prandini.
Alla vicepresidenza sono stati nominati Franco Aceto, imprenditore agricolo calabrese e presidente di Coldiretti Calabria, e Claudio Destro, amministratore delegato della Maccarese S.p.A. e già vicepresidente uscente, riconfermato nell’incarico.
Ettore Prandini, presidente di Coldiretti e figura di spicco del settore agricolo nazionale, assume la guida dell’A.I.A. in una fase strategica per il comparto zootecnico italiano, chiamato a confrontarsi con le sfide dell’innovazione, della sostenibilità e della valorizzazione delle produzioni di qualità.
“Assumo questo incarico con la consapevolezza che la zootecnia italiana rappresenti un presidio economico, sociale, ambientale e territoriale decisivo per il Paese. Abbiamo la zootecnia più sostenibile in Europa, dobbiamo difendere e promuovere questo modello. AIA deve parlare a tutti gli Allevatori e a tutte le filiere: latte, carne, uova, produzioni di qualità, razze autoctone e sistemi territoriali. La priorità sarà rafforzare il reddito delle imprese, sostenere l’innovazione, promuovere benessere animale e biosicurezza e consolidare un modello produttivo fondato su dati affidabili, qualità, sostenibilità e trasparenza”, dichiara il Presidente Ettore Prandini, presidente in carica di Coldiretti, al momento della nomina.
Accanto al nuovo presidente, i vicepresidenti Franco Aceto e Claudio Destro metteranno a disposizione dell’Associazione la propria esperienza maturata nei rispettivi ambiti del mondo agricolo e allevatoriale, contribuendo al rafforzamento delle attività associative e al perseguimento degli obiettivi strategici dell’organizzazione.
Dati, innovazione e servizi per rafforzare il reddito degli allevatori
Per Prandini, il nuovo corso di AIA dovrà rafforzare la capacità dell’Associazione di essere infrastruttura tecnica nazionale della zootecnia:
“L’Associazione Italiana Allevatori deve essere sempre di più la casa dei dati, della selezione, dei controlli funzionali, dei laboratori, della consulenza tecnica e della rappresentanza di una zootecnia moderna e competitiva. Il dato non è un adempimento: è uno strumento di reddito, programmazione, tracciabilità, miglioramento genetico e tutela del lavoro degli Allevatori”.
L’innovazione dovrà quindi essere affrontata in modo trasversale. Sensoristica, sistemi di zootecnia di precisione, genomica, analisi di laboratorio, piattaforme gestionali, interoperabilità dei dati e strumenti di supporto alle decisioni possono migliorare produttività, prevenzione sanitaria, qualità delle produzioni e organizzazione del lavoro in tutte le filiere. La frontiera non è raccogliere dati, ma renderli affidabili, confrontabili e utilizzabili dagli Allevatori, dalle Associazioni Regionali, dalle Associazioni Nazionali, dalla ricerca e dagli stakeholder di filiera.
Rafforzare la rete AIA/ARA e i servizi agli allevamenti
Un ruolo centrale sarà affidato alla rete AIA/ARA, che costituisce una presenza tecnica nazionale al servizio degli allevamenti, con 15 sedi regionali, 16 laboratori, più di 600 tecnici, specialisti e infrastrutture informative. La rete dovrà essere rafforzata nella governance, nella standardizzazione dei processi, nella formazione e nella capacità di restituire agli Allevatori servizi tempestivi, leggibili e orientati alle decisioni aziendali.
I sei impegni del nuovo mandato alla guida di AIA
Nel suo mandato, il neo Presidente Prandini intende promuovere alcuni impegni immediati e verificabili:
- avviare un Piano nazionale AIA per i dati zootecnici, con indicatori comuni su produzione, sanità, benessere animale, ambiente, qualità e redditività, adattati alle diverse specie e filiere;
- sostenere un programma di investimenti per innovazione e interoperabilità, con priorità a infrastrutture digitali, innovazione nei laboratori e strumenti di supporto alle decisioni aziendali;
- promuovere un pacchetto giovani Allevatori che integri formazione, consulenza, accesso al credito, innovazione e successione aziendale;
- valorizzare biodiversità, razze autoctone e produzioni territoriali, riconoscendo il ruolo economico e culturale di tutte le filiere zootecniche italiane;
- pubblicare con cadenza regolare report di filiera più leggibili e confrontabili, per dare agli Allevatori strumenti reali di negoziazione, programmazione e dialogo con istituzioni e mercato;
- rafforzare la rete dei laboratori AIA/ARA come infrastruttura nazionale per qualità del dato, tracciabilità, genetica, genomica, sicurezza e innovazione dei servizi.
“L’AIA vuole essere un punto di convergenza aperto e concreto tra Allevatori, filiere, istituzioni, ricerca, Medici Veterinari, industria agroalimentare e distribuzione. Solo con un lavoro comune potremo difendere il patrimonio zootecnico italiano, aumentare il valore riconosciuto agli Allevatori e garantire un futuro competitivo e sostenibile a tutte le nostre filiere”, conclude Prandini.



















































































